Ogni mese il datore di lavoro ti consegna una busta paga dove sono indicate tutte voci che costituiscono il tuo stipendio: trattenute, irpef, accantonamenti, imponibile etc... Che cosa è la busta paga Il diritto alla retribuzione e alla busta paga decorre dall’assunzione. L’azienda deve comunicare per iscritto al lavoratore, tutte le condizioni stabilite dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato (luogo di lavoro, inizio rapporto di lavoro, periodo di prova, durata del rapporto, inquadramento, livello, qualifica, retribuzione, orario di lavoro, ferie ecc) entro 30 giorni dall’assunzione. Questo documento deve essere sempre conservato dal lavoratore. La busta paga è il prospetto che indica, nel dettaglio, la somma che il lavoratore percepisce come compenso per un determinato periodo di lavoro. L'azienda ha l'obbligo (previsto dalla legge 5 gennaio 1953, n° 4) di consegnare con la retribuzione un prospetto paga in cui devono essere chiaramente indicati tutti gli elementi che concorrono a determinare la retribuzione lorda e la paga netta. La busta paga va controllata in tutte le sue voci e costituisce la base per poter rivendicare differenze sull’applicazione del contratto o degli accordi aziendali e/o individuali, per intraprendere azioni legali, poter richiedere un mutuo bancario e per l’accredito dei contributi pensionistici Inps. Come leggere la busta paga All’interno del documento di busta paga compaiono mensilmente gli elementi che corrispondono agli obblighi che il datore di lavoro deve assolvere. La retribuzione che il lavoratore percepisce ogni mese è costituita da una parte fissa ed una variabile. Il fisso dello stipendio è costituito dalla paga base o minimo tabellare o minimo contrattuale. E’ in sostanza il livello minimo di trattamento economico stabilito per ogni categoria dai Contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl). A queste voci si aggiunge inoltre il superminimo, quota di retribuzione che viene versata al lavoratore in aggiunta alla paga base e alla contingenza. La parte variabile è formata invece da elementi che variano nei diversi mesi dell’anno come gli importi dovuti a straordinari, ad assegni familiari, e alle indennità, calcolate in genere come percentuale rispetto al minimo tabellare o in misura fissa. Della parte variabile fanno parte anche la tredicesima e, per alcuni contratti, la quattordicesima mensilità. Le tasse Per quanto riguarda l’importo da versare allo Stato per il pagamento dell’Irpef, tale somma viene calcolata attraverso l’applicazione di una serie di scaglioni di reddito e le relative percentuali di tassazioni (aliquote) sull’importo composto dalla retribuzione lorda, in base ad addizionali comunali e regionali, detratte le ritenute previdenziali e gli assegni familiari. I contributi previdenziali Altro elemento della busta paga è quello relativo alle trattenute ai fini della pensione. Per i lavoratori di aziende private, per gli artigiani, i commercianti, l’ente che si occupa in materia di pensioni è l’Inps, a cui il datore di lavoro deve versare mensilmente una quota, trattenuta dalla busta paga, per ogni persona alle sue dipendenze. Un altro ente cui si versano i contributi è l’Inail, la cui quota, a carico del datore di lavoro, viene calcolata sulla base dell’effettiva pericolosità e rischio della mansione ricoperta. Con la riforma della previdenza complementare la voce “Accantonamento Tfr spettante” non compare più sulla busta paga. Ma il lavoratore può in qualsiasi momento richiedere al suo datore di lavoro il Tfr maturato. Il Tfr, inoltre, è consultabile sull’ultima busta paga e in sede di conguaglio fiscale, effettuato a gennaio dell’anno successivo. Tutto sui contratti Se vuoi avere una scheda riassuntiva dei diversi Ccnl visita il sito www.ccnl.it che contiene le informazioni di base relative ai contenuti dei diversi contratti collettivi. Ai fini di una valida verifica dei tuoi diritti contrattuali è opportuno invece leggere il testo integrale del Ccnl. A chi rivolgersi Per dubbi sulla busta paga, sulla retribuzione è consigliabile rivolgersi alle proprie organizzazioni sindacali di categoria. Ecco le principali sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil. Puoi farti aiutare da qualche tuo collega, oppure puoi seguire la Guida redatta dai consulenti del lavoro oppure sul sito Job Arena. |